Où diable as tu fourré l'eau de Cologne, ma bête?—strillò a un tratto, nell'altra stanza la contessa Schönfeld.

Nora trasalì, respinse il Casalbara, si abbottonò in fretta la camicetta, il vestito, e rifece il nodo alla cravatta.

—È stata anche colpa mia….—mormorò abbassando il capo ancor più timida, più titubante.—Perchè mi lasciassero in pace…. perchè non mi tormentassero più coi loro progetti, colle loro idee di matrimonio…. per farla finita una buona volta e per essere assolutamente libera, padrona di me, ho…. ho confessato…. ho esagerato….

Non potè finire: si nascose il viso colle mani: aveva troppa vergogna!

L'altro sorrise a quella bimba, scrollando il capo: adesso capiva il "tutto quanto" della signora Schönfeld! Ed era un'altra prova del come era amato, del come Eleonora aveva perduta la testa, si era esaltata per lui! E anche il Casalbara, si esaltava a sua volta, era fuori di sè.

—Non piangere più! Non piangere più! Nessuno avrà più il diritto di tiranneggiarti, d'imporsi. Devono rispettarti tutti…. come una regina: la mia regina!—E balbettando, esitando, tremando, le domandò:—Al…. al caso…. sa…. saresti di…. disposta…. anche a…. a…. ad abbandonare Milano? A venire con me? A Casalbara…. poi qualche mese d'inverno a…. Bergamo?

—Con te?… Subito. Dove vuoi, quando vuoi. Subito!

—No! No! Subito no!—esclamò l'altro spaventato per quello che aveva detto, per essere andato tanto innanzi senza accorgersene.—Bisognerà…. aspettare qualche mese e intanto…. non una parola a nessuno…. soltanto, se sarà assolutamente necessario, a tuo zio, ma colla sua parola d'onore di non dir verbo, di non fiatare con anima viva. Si saprà poi…. a suo tempo quando tutto sarà…. sarà già stato combinato e celebrato…. fra di noi…. a Casalbara….

Nora finse allora di comprendere che si trattava del matrimonio.

—Tua moglie?—rispose vivamente, ma risolutamente, diventando grave, serissima.—Questo mai!