—Poi?
—Poi, quasi tutto l'anno rinchiusa a Casalbara, e i tre mesi d'inverno passarli a Bergamo!
—In quanto al segreto,—ripigliò Cantasirena, dopo qualche istante di meditazione,—noi potremo anche, mettiamo, non parlarne. Ma gli altri? I giornali? Si tratta del più fausto avvenimento domestico di due famiglie insigni nel patriottismo italiano! Io stesso, come potrei tacere, per esempio, col ministro dell'interno, col presidente della Camera…. e con Ernesto Rossi che ti ha tenuta a cresima? In quanto poi al vivere a Casalbara e a Bergamo, ciò dipenderà…. da te!
Che cosa aveva Nora? A che pensava? Certo, non a quanto lo zio Matteo le andava dicendo. Seduta presso la finestra, si sventolava adagio adagio. Le gambe incrociate, strette nel vestito, diritte, distese, certe volte avevano tremiti: le punte dei piedini si movevano irrequiete. A che pensava?… Guardava, fissava l'ultima striscia luminosa del cielo, che appariva appena sulle case alte…. A che pensava? Era assorta, intenta, era diventata pallida: pallida e triste. Erano i nervi, eccitati dalle commozioni di quei giorni? Era la stanchezza, la fatica fisica, morale che aveva dovuto sostenere e che si faceva sentire allora, in quel primo momento di riposo? Oppure, adesso che era tutto finito, che aveva raggiunta la sua mira, che il sogno si era avverato, adesso che l'ambizione era soddisfatta, sentiva forse, per la prima volta, che non era soddisfatto il suo cuore? Era il rimpianto occulto, profondo, per la grande rinunzia dell'amore?… Era il rimorso?…
Matteo continuava ad osservarla.
—Sei un po' nervosa?… Sei nervosa; si capisce. Mah!… Sono i momenti più solenni della vita.
Si alzò e la baciò sui capelli.
—Figliuola mia; bisogna battere il ferro finch'è caldo! Domani andremo insieme a casa del tuo Giovanni, a fargli una bella improvvisata. Voglio essere il primo a dimenticare…. Giovedì poi, lo inviteremo a pranzo. E che pranzettino! Colla mia brava Gioconda faremo miracoli! Intanto, subito, gli potresti scrivere due righe, per avvertirlo che io già so tutto e che vi ho perdonato. Giovanni è un gentiluomo, e manterrà la sua parola. Ma è amico del Kloss, e noi dobbiamo diffidare del Kloss!… Oh! quei boemi! Nemici sempre dell'Italia.
La ragazza continuava a tacere e a guardar per aria: ma batteva i piedini e si sventolava più forte. Soltanto quando lo zio Matteo si avviò per andare a chiamare la "cara Evelina" e la "brava Gioconda" per metterle a parte di quella gran notizia, Nora si alzò e gli andò incontro, fermandolo sull'uscio, fissandolo.
—E Pietro Laner?