Cantasirena divenne rosso dalla collera.
—Non parliamo di quell'ingrato! Non avvelenare la mia prima ora di felicità!
E siccome Nora non si mostrava scossa da quel furore, corse di là a prendere una lettera.
—Leggi!…
Quella lettera non era scritta dal Laner, ma dal suo avvocato. Era l'intimazione per il pagamento delle ventimila lire ed il resto, entro otto giorni.
—Ben venga la guerra!—gridava Matteo Cantasirena.—Non ho mai indietreggiato di fronte al nemico. Faremo causa!
—No, il signor Laner deve essere pagato.
Lo zio Matteo si lasciò cadere sulla poltrona gemendo.
—Come si fa? Milano è diventato irriconoscibile! Tutti spiantati, diffidenti!
—Parlerò io.