Evelina, appena Nora se ne fu andata, posò la penna sul calamaio, si alzò, si avvicinò alla finestra mettendosi il pince-nez e rimase a osservare, a spiare nella strada, studiando di tenersi ben nascosta dietro le tendine.

In quel punto passava sotto la finestra, guardando in su, un signore tutt'altro che giovane, alto, secco, ma dall'aspetto, dalla figura molto aristocratica, dall'eleganza ricercata, coi baffi e i capelli di quella tinta un po' falsa dei vecchi biondi.

Un omino piccoletto, segaligno, tutto contorto e sciatto nell'abito nero, coi baffi tinti e coi capelli quasi bianchi, lunghi e crespi di sotto alla tesa del vecchio cappello a tuba, gli camminava accanto, saltellando nel tenergli dietro, saltellando nel gestire, nel parlare, anche lui guardando in su, verso la finestra.

Evelina continuava a spiare: la sua curiosità si faceva più viva, e gli occhi fissi, che diventavano acutissimi dietro il pince-nez, luccicavano di meraviglia beffarda.

—Che cosa spera quella matta?—pensava fra sè.

A un tratto, il signore alto, quello dall'aria nobile, ebbe come una scossa e toccò vivamente il braccio del compagno.

Nora usciva allora di casa, attraversando la strada, seria seria, facendo uno studio per non voltarsi e per non far capire ai due che li aveva veduti, e passando via, quasi sorvolando, andò a mettersi dinanzi a loro, camminando agile, leggera, sullo stesso marciapiede.

Evelina, sicura ormai che nessuno si sarebbe più voltato a guardare in su, aprì a mezzo la finestra, e cacciò fuori la testa, puntandosi sui piedi per vederci quanto più poteva lontano.

Nora, coi due che le tenevano dietro, camminava sempre ritta, composta, senza mai voltarsi, col passo ritmico e sicuro, col rotolo della musica sotto il braccio, alzando un po' le vesti colle piccole mani inguantate, mostrando i piedini, che parevano lunghi tanto erano sottili, nella scarpettina elegante, scoprendo a quando a quando, fra il rapido volteggiare delle sottane bianche, il morbido assottigliarsi della gamba nella calzetta nera.

Dava nell'occhio e tutti si voltavano a guardarla.