—Nora…. E Nora….—balbettò il Laner: gli tremavano le braccia; tutta la persona era scossa da un sussulto violento; poi a un tratto barcollò, annaspò colle mani, e stramazzò di colpo, per terra.
—Evelina! Gioconda!—gridò Cantasirena spaventato e commosso.—Evelina! Gioconda!…
Le due donne si precipitarono nello studio.
—Dio! Dio!
—Cos'è successo?
—Il povero Pietro,—balbettò Matteo ansando, sudando, cercando di sollevarlo e di tenerlo fermo.—Ha le convulsioni! Diventa matto! Aiutami, Gioconda!… Evelina! Prendi dell'acqua! Dell'aceto! Una di quelle bottiglie di cognac che ho mandato dal Cova per il pranzo!
Evelina corse a prendere la roba: Matteo e la Gioconda portarono Pietro sul canapé.
—Tienlo forte, Gioconda!
Il Laner diede ancora due o tre scossoni violenti, un gran sobbalzo…. poi rimase fermo, disteso, irrigidito, il viso contraffatto da una smorfia dolorosa, le labbra stirate, la schiuma alla bocca.
—Pietro! Pietro! Signor Pietro!