Evelina sciolse al Laner il nodo della cravatta; la Gioconda gli sbottonò la sottoveste.
—Appena si può farlo scendere, lo si pone in carrozza, e il signor direttore col portinaio lo conducono a casa.
—Andrò io, invece del portinaio,—soggiunse Evelina.
Pietro aprì gli occhi, ma non capiva più niente, non sapeva più niente, non aveva forza di camminare, di muoversi.
Una carrozza, dopo qualche momento, si fermò dinanzi alla porta.
—Ecco il brum!…—esclamò Matteo entrando nello studio.
—Vengo io pure con te, ad accompagnare il signor Laner,—gli disse
Evelina con voce grave, ma sicura.
Tutti e tre alzarono Pietro, lo tennero in piedi, lo trascinarono adagio adagio…. Matteo Cantasirena e la Gioconda lo portarono fuori sulla scala, lo portarono giù, quasi di peso, tenendolo sollevato per le braccia. Evelina andava innanzi ad aprire gli usci: aprì anche lo sportello del brum…. poi, infine, montò anch'essa in carrozza, e si sedette in faccia a Pietro Laner, prendendogli le mani, accarezzandole, stringendole forte, per fargli coraggio.
XIII.
Il Casalbara arrivò in punto all'ora del pranzo. Nora lo aspettava alla finestra, e quando vide il magnifico equipaggio, arrossì di piacere e di orgoglio. Sarebbero stati suoi quei cavalli, quella carrozza, quei servi in livrea!… E corse lei ad aprire al duca: lei sola!