Appena il Casalbara fu entrato, stretto nel lungo soprabito, tutto profumato, lucente e biondo, l'uscio fu richiuso pianino pianino….—per non farsi sentire di là!—dicevano gli occhi maliziosetti della fanciulla. La piccola anticamera era buia, e mentre il Casalbara stringeva la mano a Nora, essa gli porse i capelli a baciare, poi si alzò in punta di piedi e gli offrì la bocca.

—Stella!

—Cattivo!… così tardi!

Il duca sorrise di piacere e di orgoglio: ormai tutte le malinconie erano scomparse. Si sentiva sicuro di sè; era fiero e incantato della sua conquista. Con Francesco Kloss non si vedevano più. Il Casalbara gli aveva dichiarato, con un tono altero che non ammetteva replica:

—Professo la maggiore stima, il maggior rispetto alla signorina
Eleonora. Vi proibisco di parlarne leggermente.

E il Kloss gli aveva voltato le spalle.

Afessi mai prefetuto un così pel…. minestron!

…. Nella piccola anticamera buia avevano durato un pezzo le parolette dolci e le moine.

—Basta! Adesso basta!—disse Nora a un tratto vivamente, sciogliendosi dal Casalbara.

Poi subito si calmò, tornò sorridente.