"Stella!… Stella!… Che stella!…"
Sentì un tocco leggerissimo come una carezza, un soffio che gli sfiorava il braccio: il Casalbara si voltò; era Gioconda, la Gioconda dal faccione tondo e placido, che gli presentava il gelato all'arancio.
—Avete ragione, caro Giovanni,—riprese Matteo Cantasirena diventando tenero egli pure, mentre seguiva con uno sguardo desideroso il gelato all'arancio e la Gioconda.—Avete ragione!… Niso più non sacrifica ai mani d'Eurialo…. "e tutte cose involve l'oblio nella sua notte"…. anche le sante memorie!… Che cos'è oggi la vita politica in Italia?… Corruzione e affarismo!… Io per me sono stanco, sfiduciato e riverisco tutti quanti! Eppure…. faccio dispetto a me stesso,—e diede un colpo secco sul piatto, rompendo il gelato col cucchiaio.—Un uomo non può chiamarsi impunemente Matteo Cantasirena, come non può chiamarsi Casalbara, il….—stava per dire il senatore, ma gli sembrò che l'alta carica stonasse in quel pranzo di fidanzati,—come non può chiamarsi impunemente Giovanni di Casalbara! Anche abbandonando la politica…. dovremo svolgere la nostra attività in un altro campo più elevato. Ricominciare a combattere, a "cospirare" se occorre, per un'idea grandiosa!… Un'opera colossale!… Degna dei più grandi nomi di questo secolo, che ci ha dato un Lesseps…. un Sommeiller…. e ultimamente un Fara-Bon!
"Ahi! Ahi!" Il duca era di nuovo inquieto, ma il piedino, il caro piedino, tornò a premere il suo, e il duca si trovò sul piatto una mandorla verde ch'era stata sbucciata e spellata dalle ditine rosee, trasparenti della fanciulla.
"Stella! Stella! Che stella!"
La Gioconda aprì l'uscio senza far rumore:
—Il caffè è pronto nel salottino.
Nora si alzò per la prima, leggera, graziosa, e corse incontro al Casalbara, che dopo essere stato tanto tempo seduto, faceva i primi passi stentatamente, colle gambe larghe, aggranchite.
La ragazza rideva, prendendolo a braccetto e tirandoselo dietro.
—Faccia presto! andiamo! Faccia presto!