—Un altro mio figliuolo di elezione e di adozione!—Queste erano le precise parole con le quali Matteo Cantasirena aveva raccomandato il suo "redattore capo" alla padrona e al dottorino, trovato per caso alla farmacia più vicina, dove avevano mandato in fretta e furia.
—Uno spirito eletto!… Una tempra adamantina!… Mi raccomando: non manchi di nulla!—e soffiando, pausando, lisciandosi il barbone, conchiuse maestosamente:—In ogni modo sto garante io!
Il dottore, visto il caso grave, avrebbe voluto si scrivesse subito alla famiglia, ma Cantasirena si oppose, arrabbiandosi.
—Il cuore! il cuore!… Non c'è cuore in una simile proposta! La sua famiglia?… Due zie…. superstiti!—e sospirò profondamente, come se avesse visto morire tutti gli altri,—due vecchie signore, che vivono in pace, ritirate nella loro villa di Crodarossa!… Spaventarle con una simile cannonata!… E inutilmente, perchè lei m'insegna, caro dottore, che i giovani superano sempre, o quasi, simili assalti. Ghiaccio! Ghiaccio! Ghiaccio a profusione! Giorno e notte, sempre ghiaccio!—E Cantasirena si dilungò nella diagnosi e nella cura, mentre il dottor Foresti approvava col capo.
Il giorno dopo, Matteo capitò che non c'era il dottore; fece una gran predica a Evelina per indurla a tornare a casa; fece un po' di corte alla padrona, le consegnò il denaro che si era fatto dare alla Gazzetta Lombarda per il Laner, poi se ne andò, dicendo di tornare di lì a mezz'ora, e non si lasciò più vedere. Mandava invece Taddeo, tutti i giorni, a prender notizie; mandava dei pezzi di rosbiffe, del panettone per sua nipote, e fiori e complimenti per l'amabile padroncina.
Ormai aveva capito tutto. Sua nipote era innamorata e predicare agli innamorati è come predicare ai sordi: lui non aveva tempo da perdere. Il matrimonio di Eleonora, la Navigazione Cisalpina, le elezioni di Primarole e di Castellanzo, il nuovo giornale Le Risorse Italiche da fondare—un giornale giovane, fatto dai giovani e per i giovani—non gli lasciavano tregua. Era continuamente in faccende, era continuamente sossopra: ora in visita dal prefetto, dal sindaco, ora a spasso col Casalbara, ora alla caccia del Brunetti, che doveva essere il direttore amministrativo della "Cisalpina" ed ora in lunghi conciliaboli con chi ne sarebbe stato il tecnico, l'architetto Carlo Fontanella, un vanitoso sfrenato, che era già passato, a quarant'anni. dai moderati ai radicali, dai radicali ai socialisti, e che adesso, pur di farsi innanzi ad ogni costo, tornava indietro, schierandosi fra i legalitari.
Nondimeno, ogni volta che Taddeo, fedele alla consegna, portava al colonnello le notizie del Laner che erano di giorno in giorno sempre migliori, Cantasirena, dopo averci pensato, per raccapezzarsi, aveva una grande esclamazione di contentezza.
—Oggi!… Senza fallo!… Vado a vederlo!… L'avevo detto, io, a quella bestia di dottore!… Ghiaccio! Ghiaccio! Ghiaccio in abbondanza, e lasciar operare la natura! E voglio farmi sentire anche da quella testarda di mia nipote!… Eleonora ha ragione!… È una sconvenienza inconcepibile!… Però ha torto di arrabbiarsi con me!… Non posso mandarle i carabinieri! Oggi! Oggi!… Ricordarmelo, Gioconda: passare dal Laner!
Ma per quanto Matteo si sfogasse a dar della bestia al dottor Foresti, per quanto Nora fosse furente contro Evelina per quel suo cacciarsi attorno al Laner, non era men vero che il dottore e la ragazza erano stati la provvidenza, la salvezza del povero giovane.
Tutt'e due, il dottore da una parte del lettino, Evelina dall'altra, rimanevano immobili, assorti, per ore e ore, vigilando il malato, notando ogni suo movimento, studiandone il respiro…. Pure, la loro ansietà così premurosa, gli occhi fissi, intenti in quella faccia accesa, contraffatta, affondata nel cuscino, sotto la grossa vescica di ghiaccio, esprimevano tutte le preoccupazioni, le inquietudini di chi lotta per un interesse proprio, contro un caso gravissimo, non mai la tenerezza di chi ama, nè il dolore di chi soffre vedendo soffrire. L'una e l'altro, pallidi, cupi, pareva avessero impegnata una seria partita attorno a quel letto, attorno a quell'ammalato, una grossa partita, dalla quale poteva dipendere tutta la loro fortuna e il loro avvenire.