Pietro richiuse gli occhi con un nuovo senso di terrore, di scoramento, e li riaprì soltanto quando sentì che l'altra si scostava, si allontanava. Allora senza muoversi, senza voltare il capo affondato nei guanciali, rimase immobile a guardarla….

Evelina! Ma lui, lui, dov'era? E che faceva lì Evelina? A poco a poco riconobbe la camera;… era proprio la sua camera!… C'erano ancora sul cassettone, in mezzo alle boccettine, ai vasetti, alle ampolle le due melagrane che gli avevano mandate la zia Angelica e la zia Rosa, coll'ultima cesta della biancheria.

Allora capì tutto, senza però ricordarsi bene. Capì di essere stato ammalato, sentì per lo spossamento doloroso, per la gravezza del capo, di esserlo ancora. Ma Evelina?… Perchè era lì?…

Tornò a guardarla: adesso gli voltava le spalle, aveva finito di assettare, di accomodare il sofà; aveva tirato su, contro la parete, i grandi cuscini su cui aveva dormito la notte, e preso il guanciale bianco al quale il chiaror vagolante dava una tinta fosca, lugubre, lo nascondeva dietro lo scialle che aveva servito da coperta. Poi Evelina si voltò, sedette sul sofà, si chinò, tutta gobba, per mettersi le scarpe…. e dal vestito aperto, dalla camicia scollata, cadente, riapparì il bel seno piccolo, ma fermo, eretto. Anche quell'ombra tormentosa, la gobba, la faccia, il seno, tutta la visione, riusciva opprimente per il povero malato: lo angustiava, lo esaltava, lo affannava.

Poco dopo entrò un'altra donna nella cameretta: vi fu un bisbigliare sommesso…. Evelina uscì quietamente e l'altra adagio andò ad aprir la finestra. Era la padrona: ma in mezzo alla luce bigia, all'umidore scialbo che entrava nella stanza, come i mobili, le tende, le pareti, la padrona, tutto tutto, appariva volgare, uggioso, triste!

Pietro si volse con un moto rapido, per scansar quella luce, e sentì le fitte, l'indolimento per tutto il corpo, e fu così, con un acuto senso di dolore, che egli capì che tornava a vivere, che cominciava a guarire, che era salvo.

—Dio…. Dio…. giacchè era andato di là…. perchè non vi era rimasto?

La padrona, ch'era uscita, ritornò con una piccola tazza fumante. L'ammalato sentì un profumo delicato, e una delizia nuova, ristoratrice lo involse tutto. Guardò la padrona, come per ringraziarla, poi fissò la tazza cogli occhi bramosi.

—Come si sente, signor Laner?

—Grazie…. ho fame.