Pietro dormì benissimo, placidamente tutta la notte. La mattina, appena svegliato, cercò subito cogli occhi Evelina, ma non c'era, non era ancora venuta.

Entrò invece la padrona ad aprir la finestra, a portargli il brodo col pane affettato; ma la padrona lo infastidiva col suo continuo girare, col suo continuo parlare. Eppoi non aveva il garbo di Evelina. Dopo averlo aiutato a mettersi a sedere sul letto, lo piantava li, solo, senza nemmeno accomodargli i guanciali, senza ricacciargli sotto, per bene, le coltri.

—No, no. Non aveva garbo, nè cuore. Mostrava un po' di premura per interesse, nient'altro!

Pietro continuò ad aspettare la ragazza tutto il giorno: la ragazza non si lasciò vedere. Ma la sera, seppe poi da Taddeo, venuto, al solito, per le notizie, che Evelina aveva avuto una gran lite col colonnello.

—E anche…. colla signora…. Eleonora?

—La signorina Nora era fuori. Sta fuori tutto il giorno colla contessa Schönfeld, per le spese del matrimonio: vestiti, cappellini, biancheria….

Il povero Laner, quella sera, stentò assai a pigliare sonno. Pensava, sospirando, alla buona ragazza che soffriva tanto per lui, che aveva tanti dispiaceri per lui. E il direttore? Che canaglia! E se anche le ventimila lire fossero una delle solite promesse? E le zie?… E Nora?… Nora?… E i vestiti, i cappellini…. la biancheria di Nora?… E Nora e il Casalbara, e Nora del Casalbara, era tutto un tormento, un orgasmo, un eccitamento affannoso.

E anche il giorno dopo…. tutto il giorno solo! La padrona, che veniva a intromettersi, a chiacchierare finchè c'era il dottore; e poi solo, sempre solo, senza poter leggere nemmeno i giornali, senza poter scrivere nemmeno una parola alle zie, a nessuno. Voleva far dire a Evelina da Taddeo, che non lo abbandonasse, che non lo dimenticasse, ma anche Taddeo, tanto aspettato desiderato, non fu visto comparire.

—Ah, mio Dio!—sospirava il povero Laner quella sera, col dottor Foresti, senza sapere quanto fosse profonda la filosofia della sua noia,—ah, mio Dio!… pensare che la vita è così corta, e i giorni sono tanto lunghi!

—Domani le permetterò di alzarsi da mezzogiorno fin verso le quattro. Mangerà una buona zuppa la mattina, e sul tardi un'ala di pollo e le permetterò pure di bere due dita di vino, del barbera vecchio, o meglio ancora del bordò.