Infatti, il giorno dopo, quando venne il dottore, Pietro Laner era presso la finestra, sdraiato in un vecchio seggiolone, imbacuccato in uno scialle, colle gambe avvolte nelle coperte.

Il dottor Foresti lo trovò bene: notò che ogni giorno faceva passi da gigante, e, dopo essersi congratulato, gli portò i saluti del cavalier Cantasirena, incontrato allora sul Corso.

—Mi ha detto che oggi o stasera, verrà certo a vederla. Occorre che lei faccia presto a guarire. Deve essere il suo alter ego, il suo segretario particolare.

Il Laner volse al dottore lo sguardo incerto, smarrito:

—No, no; appena in gambe…. torno a Crodarossa!

—Ma come? In questo momento?

Pietro tornò a fissare il dottore: non capiva bene.

—Tutte le cantonate sono tappezzate di manifesti della Navigazione Cisalpina! Si tratta, pare, di un'impresa di molti milioni. Lei saprà di che si tratta. Mi dica, mi spieghi; cos'è?

Pietro scosse la testa; non ne sapeva nulla, e tornò a borbottare:

—Appena è possibile, vado a Crodarossa!