E allora, anche il Calafà aveva cominciato—sempre per lettera—a consolare dopo essere stato consolato; ed Evelina sognava, la notte, di essere a far la spesa nella piazza di una guarnigione, con dietro un'ordinanza che le portava la sporta.

—Ma e poi?…

Il tenente Calafà, che non aveva avuto un soldo per la cauzione quando si trattava di Nora, come avrebbe potuto trovarne adesso per lei?…

—E dunque?…

Si udì a un tratto il campanello dell'anticamera: la Gioconda passò per andare ad aprire, poi ritornò subito, chiudendosi dietro l'uscio.

—Un altro come sopra!—Vuol aspettare anche lui il signor direttore, assolutissimamente.

—Chi è?

—Un altro tirolese: questo è positivo!

Gioconda tirò fuori la mano dalla saccoccia, nella quale andava frugando, e accomodati sul palmo due o tre chicchi di caffè tostato, se li fece saltare in bocca d'un colpo solo.

—Quest'oggi dev'essere un'invasione!