—Ho sempre bisogno di lei; di lei così buona!

E il poeta dell'Invito, dell'Incanto, dell'Inganno, soggiunse con tenerezza maggiore:—così sororalmente buona!

Evelina, sempre a capo basso, faceva rigirare il pince-nez, torcendone il cordoncino colle dita nervose.

—Adesso sono sola, sempre sola,—disse poi arrossendo un poco,—e in casa ho tanto da fare. Poi, ancora, il dizionario!

Ci fu un momento di silenzio. Pietro pensava dolorosamente a quel "sola—sempre sola!" Voleva dire che Nora era sempre con quell'altro!

Evelina continuava a far girare e rigirare il pince-nez, torcendone il cordoncino e a volte sogguardando il Laner con una timida carezza negli occhi languidi.

—Perchè non verrebbe qui da me, col lavoro?—domandò poi il Laner.—Io potrei aiutarla a correggere le bozze.

—Sì, sì; questo sì!—esclamò la ragazza vivamente, avvicinandosi al letto.

Pietro la guardò, l'osservò bene: aveva indosso la vecchia giacchettina blù di Nora!

Oh, quante memorie dolci, care, suscitava nel cuore dell'abbandonato, quella povera giacchettina logora! Come stava bene a Nora, quando camminava diritta col suo passo leggero, ardito, le mani affondate nelle tasche e tutto il bel corpo si disegnava alto e florido! Quante, quante volte aveva baciato Nora su quella giacchetta!… Per Nora era un po' corta, stretta; per Evelina, pareva quasi un paltò!