Soltanto la speranza di far sposare Evelina al Laner, lo aveva calmato, rabbonito. Le ventimila lire sarebbero state la dote della sua cara Evelina, e per quella figliuola era sempre pronto a sacrificarsi.

E di nuovo si era tirato in casa Pietro Laner, creandolo suo "segretario di gabinetto", mandandolo di qua, di là, facendolo lavorare per il nuovo giornale, per il comitato, per le elezioni, strapazzandolo come un cane per vendicarsi di Nora; quell'ingrata, che non gli scriveva, che non faceva un passo, che non gli domandava perdono….

—Dopo che mi deve la sua fortuna, la sua posizione, una delle "prime posizioni" di Milano!

Pietro Laner, quando lesse il suo nome sul manifesto della "Cisalpina" si sentì stringere il cuore, prevedendo nuovi guai. Era il primo giorno che usciva di casa per rinfrancarsi un po' sulle gambe. Si sentiva indebolito, fiacco, era malinconico e triste; e leggendo quel manifesto, vedendo il suo nome e col fantasma di Evelina sempre fisso in mente, tornò a pensare con un brivido di terrore superstizioso che aveva proprio ricominciato a vivere di venerdì!

Ah, come avrebbe voluto ritornare a Crodarossa!… Ma non osava più parlarne: Evelina scoppiava subito in lacrime.

—Sola?… sola?… sola?… Lasciarmi sola nel mio stato d'angoscia, orribile, tremendo?… No, no, Pietro, non lasciarmi sola! Se in un impeto di smarrimento, di disperazione perdo la testa, Dio, Dio, per te…. che rimorso!

E intanto, anche a Crodarossa, cominciavano a inquietarsi, a spaventarsi.

Evelina non mandava più lettere; e Pietro, preso dall'inerzia, dall'abbattimento, lasciava passare i giorni ripetendo sempre a sè stesso: Scriverò domani, scriverò domani!

La signora Angelica e la signora Rosina stavano ancora nel lungo riposo del dopo pranzo alla finestra della loro cameretta, ma non sospiravano più guardando l'orto, guardando il "Gigantesso" e pensando a quell'altra, alla nuova padrona. Si guardavano mute nei poveri occhi pieni di lacrime e sospiravano, sospiravano pensando a Pierino.

Un giorno—era tornato l'ortolano dalla posta ancora senza lettere—non si sentirono più la forza di resistere ed ebbero invece, tutt'e due, nello stesso tempo, lo stesso pensiero: