Pietro continuava a trovarsi colle zie, sempre insieme alle zie. Pure, a un tratto, sebbene le due vecchiette, sballottate in quello stordimento, non se ne fossero accorte, egli era diventato taciturno, cupo. Fissava spesso Evelina con una domanda ansiosa negli occhi, e la ragazza gli rispondeva con un brivido, impallidendo.

Alcuni giorni, appunto, dopo l'arrivo delle zie da Crodarossa, si erano ripetuti più gravi i primi sintomi; e una domenica, tornati insieme dalla messa, mentre la signora Angelica e la signora Rosa trotterellavano innanzi, passando per le prime nel salotto, Evelina, fermato il Laner sull'uscio, gli aveva bisbigliato in fretta, tutta tremante:

—Ho paura…. ho paura.

—Paura di che?—aveva risposto l'altro pur con un tremito.

—Se fosse vero! Ah, se fosse vero! Un veleno, subito, fulminante! La morte!… La morte!

Ma la signora Angelica e la signora Rosa non sapevano leggere sotto la maschera del sorriso forzato. Esse credevano a tutti, credevano a tutto, sempre confuse, commosse per la grande, immeritata bontà di cui si vedevano circondate. E furono esse medesime che indussero Pierino ad accettare "subito subitissimo" le offerte di "quel grand'uomo, del signor commendatore direttor." Cioè, tornare a star in casa con lui, e assumere "per intanto" il posto, importantissimo, di suo primo consiglier particolare!

E le signore Laner, così festeggiate, accarezzate, naturalmente, invece di una settimana, si fermarono a Milano più di un mese. Sempre spaurite, stupefatte, sempre senza parole, non sapevano resistere alle preghiere di Pietro, agli abbracci di Evelina, alle intimazioni amabilmente imperative di Matteo Cantasirena, il quale le vedeva soltanto a pranzo, ma le incantava, le affascinava, le istupidiva per tutto il giorno.

Bisogna partir….

Dovemo proprio partir….

E intanto i giorni passavano, ed erano sempre a Milano, e appena appena osavano guardarsi, mute, sbigottite con lunghi sospiri, all'idea della collera "giustissima" di Don Giuseppe, rimasto solo, abbandonato a Crodarossa, colla Nunziatina, bona de gnente, oppure pensando alla lavandaia, alla biancheria, alle mele cotogne "de cernir" e alla canonica, tutta quanta in rivoluzion!