E pensava, continuava a pensare, accarezzandosi la barba, arricciolandone la punta, nervosamente.

Aveva bisogno di denaro, di molto denaro. Aveva pagato i debiti vecchi…. ma cominciavano già ad invecchiare anche i debiti nuovi….

—Il Brunetti, il Bizzarelli, il Palazzoli…. tutti spiantati!… Il Fontanella…. un pusillanime! Gli operai, i giornalieri, si sa, sono un branco di affamati! Ebbene, quando strepitano, quattro schioppettate in aria e si cacciano in prigione! E quel chierichetto ambizioso di Pio Calca? E quel trafficante di carne umana del Bobboli-beì? Vogliono esaminare i conti!… I conti! I conti!… Se abbiamo fatto l'Italia è perchè non abbiamo mai contato nè i nemici nè i denari! I conti!… Io non accumulo! Io non nascondo i milioni!… Non ci credono? Vengano a vedere!

E il direttore sbuffò stizzito, con un'alzata di spalle. Se ne infischiava di quella gente! All'occorrenza il Fontanella, il Calca, il Bobboli, tutti quanti, avrebbero dovuto tirar fuori degli altri quattrini. Ma per la Cisalpina, per la riuscita della grande impresa, occorreva il capitale fluttuante, enorme, inestinguibile del pubblico, delle azioni.

—Maledetto boemo!… Bisogna agguantarlo per il collo!… Per lo meno imporsi, spaventarlo!… Spaventarlo?… Sicuro, perchè no?

Matteo, era seduto dinanzi alla scrivania; si allungò, si distese sulla poltrona.

—Spaventarlo?… Tedesco, affarista, donnaiuolo…. non dovrebbe essere difficile!

Rimase a lungo immobile, coll'occhio fisso ad un punto del soffitto: con una mano aveva afferrata tutta la barba, e si grattava il mento coll'indice… Poi gli sembrò… ebbe un lampo. Allora si scosse, si alzò come per seguire l'idea che gli era balenata…

—Gli spezzati d'argento…. Gli incettatori… Gli avoltoi della
Borsa… e delle borse! Benissimo!

Si avvicinò all'uscio e chiamò a mezza voce:—Signor Perego!