—Se il signor Kloss crederà di prendere qualche provvedimento per questo articolo, scriverà direttamente al signor Cantasirena. Lei può andarsene.
—Creda, signor Ambrogio….—tentava di ribattere il Perego, mettendosi una mano sul petto,—io sono un galantuomo….
—Lei può andarsene!—intimò il Galli per la seconda volta.
L'altro se ne andò infatti, e quando fu solo nel corridoio, scosse giù con un'alzata di spalle il peso della vergogna, l'avvilimento.
—È la paura che ti fa così insolente!—mormorò, e si presentò a Cantasirena ridendo, con una delle sue lunghe e fragorose stropicciate di mano.
—Tutto è a posto, signor direttore!… Prima di sera, scommetto che il commendator Kloss avrà comperato venti azioni della Cisalpina!
—Piuttosto gliele regalo!—esclamò Cantasirena con alterezza e con sincerità.—Quell'affarista lurido, sarebbe capace di credere ad un ricatto!
Prima di sera, com'era stato previsto, Taddeo, il buon Taddeum, luccicante nella nuova livrea, una specie di uniforme di sottufficiale garibaldino, presentò al colonnello una lettera urgentissima "particolare" col timbro della banca Kloss e C. Ma, nè di quella lettera, nè del seguito delle trattative, Mariano Perego non ebbe, e non dimandò nessuna notizia.
L'accusa delle Risorse italiche aveva colpito nel vivo?… Forse; ma di sicuro, e fino a che punto, nessuno lo poteva sapere, nemmeno il signor Galli: lo sapeva soltanto il commendator Kloss, il quale, come Cantasirena, non aveva bisogno di consiglieri.
La lettera urgentissima "particolare" della banca Kloss fissava un ritrovo per quella stessa sera in una sala riservata del "Circolo Commerciale" fra il signor Galli e Matteo Cantasirena; e la mattina seguente vi fu un secondo, un ultimo convegno nello studio d'un noto agente di cambio, coll'intervento, sulla fine, del commendator Kloss in persona.