Il Kloss, invece di riceverne, dettò condizioni, sempre col cappello in testa, sempre ghignando, gesticolando, saltellando qua e là, più arrogante, più impertinente e più villano del solito.

Si lasciarono tutti e tre soddisfatti l'uno dell'altro.

Il Kloss, ghignava, mordendosi i baffi tinti: "quel giornalista imbrojamestee" era un furbo soltanto…. per i minchioni!

Il signor Galli, il buon ambrosiano, era stato conquistato dalla simpatia, dalla facondia, dallo sviscerato amor del prossimo, di Matteo Cantasirena.

—No, non era un ricattatore!—e sospirò mestamente e pur mestamente sorrise al viso dolce e devoto della sua mogliettina, e alla testa bionda e ricciutella del bimbo che aveva sempre davanti agli occhi, e che, imponendosi al suo cuore, lo tenevano lì inchiodato al servizio del signor Kloss!

Matteo Cantasirena era gongolante, e volle regalare a Evelina e a Pietro Laner, tutto il mobilio e le tappezzerie del salotto di ricevimento, per il loro quartierino di sposi:—Scegliete, ordinate tutta la roba di vostro gusto dal Vergani; e poi il conto, lo mandi a me.

La Gioconda, anzi ormai la signora Gioconda, scelse anche lei un regalo: si era alla fine di maggio, ma volle ugualmente una pelliccia d'orsetto che avrebbe messa via per l'inverno: il metter via, la passione della serva, era rimasta pure la gran passione della governante.

Matteo Cantasirena esultava ed era fiero, infatuato, convinto della parte che aveva sostenuta.

—Ah! ah! Credevano che i suoi articoli si potessero comprare?—Cessassero gli attacchi ingiusti, sleali alla Navigazione Cisalpina…. e basta!

Lo zio Matteo ne parlava, in segreto, anche col Laner.