Sursum corda, caro ingegnere! Dal boemo non abbiamo più niente da temere: preso!

Il Fontanella guardò stupito Cantasirena:

—Preso….. come il Casalbara!—borbottò con una alzata di spalle. Era l'idea fissa dell'ingegnere. Senza il nome patriottico e popolare del Casalbara, senza il Casalbara senatore, col Tolomei invece, alla testa, il Tolomei antipatico, senza credito e senza influenze, la Cisalpina era spacciata.

—Il Comitato attuale non è che provvisorio: per il consiglio d'amministrazione definitivo, avremo il Kloss e avremo il Casalbara: ve lo prometto…. perchè posso prometterlo!—dichiarò Matteo Cantasirena con gravità, con sicurezza.—Però intendiamoci bene, e fatelo capire ai "ragionieri" del Comitato: durante una guerra non si possono contare le cartucce: nella nostra campagna non si devono contare i denari.

Si udirono le voci, il trepestio degli operai in commissione, e subito, il Fontanella, frenandosi, vincendosi ancora, andò loro incontro e presentò, con grandi espansioni, l'illustre conferenziere, il benemerito segretario generale.

La povera gente che lavora è sempre di buona pasta e quando proprio non muore di fame, si lascia calmare e persuadere facilmente a parole, a promesse.

Figurarsi Matteo Cantasirena! Abbracciò gli operai e chiamò la bluse il camice precursore della gran patria nuova, universale!

—In un fascio le energie del pensiero e la santa virilità del braccio! Tutti siamo fratelli di lavoro…. stretti ad un patto! Tutti siamo fratelli di fede, la fede in Cristo, l'anarchico degli Evangeli, e in Garibaldi il redentore delle plebi! Tutti siamo lavoratori! Tutti operai! Operai del pensiero e operai dell'azione! Operai della penna e dell'aratro, sacro ai poeti e ai lari!—Taddeo porta da bere!—e correva sull'uscio a gridare:—Quattro! sei!… dieci bottiglie,—poi tornava in mezzo a tutta quella gente ansando, tornava daccapo cogli abbracci, ma faceva forza per calmarsi e prometteva, mettendosi la mano larga sul petto, e abbassando la voce con gravità profonda, solenne:

—Lunedì, a mezzo giorno, sarete pagati, fino all'ultimo soldo! E alla mia parola dovete credere! Io non posso tradirvi! Io sono popolo come voi! Sono nato col popolo, ho combattuto col popolo, ho sofferto e lavoro per i diritti, per il trionfo del popolo!—Viva l'Italia!

E al grido di "viva l'Italia" si vuotarono le bottiglie allegramente, e gridando sempre "viva l'Italia" anche la commissione degli operai e dei braccianti si unì ai membri presenti del Comitato, e colla banda in testa, si avviarono tutti insieme al gran "Palazzo dei Lavori" dove aveva luogo la conferenza.