Poi, a mano a mano tornò ad animarsi, a riscaldarsi:

"Le vie acquee, voi me lo insegnate…. rappresentano la massima possibile economia in fatto di trasporto: or bene l'Italia che nell'alterna vicenda dei ministeri, va tentando…. va cercando…. come Diogene cercava l'uomo e Talete la coscienza, le fonti meno accessibili delle economie e della produzione, a questa che ha sottomano, retaggio dei padri, retaggio di lavoro, di ricchezza e di gloria, non ha ancora pensato!

"La rete…. la mirabile rete dei canali navigabili dell'Alta Italia, è un tesoro nostro, che noi puerilmente, spensieratamente, scioccamente, lasciamo negletto e infecondo. Abbiamo traforate le Alpi, gli Appennini! Dovunque abbiamo tracciata, aperta la via al "bello e orribile mostro" del poeta, abbiamo eretto, lanciato sul mare, formidabili e invincibili le rocche d'acciaio, ma ai placidi e securi canali scorrenti fra le ubertose pianure, agli umili, ma fidi e provvidi amici, non abbiamo ancora rivolta la mente, il cuore…. non abbiamo dedicato le scoperte e le vittorie, tutto il progresso dell'idrografia e dell'idrostatica compiuto da Euclide ad Archimede, dai vincitori del mare sulle dune olandesi, al genio allobrogo di un Paleocapa!

"È tempo di riparare alla nostra indifferenza, alla noncuranza spensierata e dannosa, al vergognoso abbandono! La navigazione interna, esercitata coi metodi dei secoli passati, verrebbe irremissibilmente e interamente soffocata, spenta dalle ferrovie! Ma no: essa è Lazzaro dormiente nel sepolcro: lo spirito redentore della modernità la deve vivificare."

La faccia di Gesualdo Arcangeli pareva distratta; l'occhio divagava;
Cantasirena riprese con impeto:

"Post fata resurgo! Il progetto che vi sta dinanzi ha in sè la forza ingenita, irresistibile, suggestionante della semplicità!

—È vero!—bisbigliò lo scultore, rivolgendosi al suo drappello.

"Raffiguratevi cogli occhi della mente, la ricca e florida vallata del Po, colla cerchia nevosa delle alpi insuperate, ad ovest, a nord, a ponente. Ricordate i tre sbocchi…. le tre brecce che attraverso quella cerchia di ghiaccio e di granito, congiungono il nostro suolo e i nostri mari all'Europa, al mondo centrale: sono il Cenisio, il Gottardo, il Brennero: or bene, tre grandi vie acquee naturali si stendono a' pie' di quegli sbocchi: il Po, il lago Maggiore, il lago di Garda. Rendere navigabile il nostro massimo fiume da Torino a Pavia, congiungerlo col Gottardo a mezzo del Verbano, col Brennero a mezzo del Benaco, ecco nella sintesi che qui mi è concessa dalla vostra indulgenza, ecco l'idea embrionale della Navigazione Cisalpina!"

Gesualdo Arcangeli applaudì, solo, per qualche secondo, poi qualche altro…. Cantasirena sorseggiò un po' d'acqua, si asciugò il sudore, indi continuò:

"Meno agevole mi sarebbe il riassumere qui, o signori, i vantaggi immediati, sicuri, della nostra iniziativa. Voi tutti già li vedete: il minor prezzo e la maggior facilità dei mezzi di trasporto; l'incremento maraviglioso di un'industria già esistente; il lavoro assicurato a migliaia di braccia, la diffusione di prodotti speciali in regioni ove ancora non sono apprezzati; una nuova, una forte corrente commerciale tra le province settentrionali e le regioni transalpine; l'impulso straordinario dato all'irrigazione e però all'agricoltura; la migliore difesa strategica alle varie plaghe, riassumendo: economia, ricchezza, potenza!