"Ma per compiere questa trasformazione della carta idrografica dell'Alta Italia occorrono, voi mi direte, prodigi, secoli, milioni!—No!—Quanti tecnici…."

A questo punto fu il piccolo Calca e i suoi amici, che imposero altezzosamente il silenzio: pareva che i "tecnici" fossero loro.

"Quanti tecnici hanno esaminato, studiato, discusso in ogni sua parte, dirò in ogni sua latèbra il grande nostro progetto, hanno dovuto convincersi, si sono convinti, esser d'uopo, più che altro, di utilizzare i canali esistenti, di riattivare le condizioni di navigabilità per tratti più o meno brevi, ma non mai eccessivi, dei nostri fiumi; per altri tratti, è vero, scavare nuovi canali, ma in terreni piani e facili, comprendere, insomma, come poc'anzi avevo l'onore di dirvi, o signori, comprendere lo spirito, la filosofia e la poesia ad un tempo di tutto quel mirabile lavoro iniziato e interrotto di secolo in secolo e che al secolo nostro spetta, come un dovere e come un orgoglio, di compiere.

"Questo è il nostro programma di lavoro e di fede, questa è la visione che ha sorriso, fino agli ultimi istanti di sua vita, alla mente…. al genio…. al cuore del nostro povero e grande Fara-Bon!"

Scoppiarono gli applausi; ma furono tosto soffocati dal rumore, dall'accalorarsi delle discussioni varie, assordanti. Gesualdo Arcangeli gesticolava come un ossesso; si capiva, doveva trovarsi in mezzo ad un gruppo di dissidenti, di oppositori. Le parole che si udivano qua e là, più forti, più ripetute, erano "quistioni finanziarie, esposizione superficiale, quistione principalissima, utopie, denari, milioni".

Matteo Cantasirena ansava, si asciugava il cranio e la faccia col fazzoletto bianco, ma stava attentissimo a tutti quei discorsi, a tutte quelle voci.

Gesualdo Arcangeli, come per attestare pubblicamente la sua adesione, si precipitò verso il palco stringendo la mano al conferenziere ripetutamente, ma pur costatando e riassumendo nella ingenuità del suo entusiasmo, le diffidenze, le titubanze, la freddezza dell'uditorio.

—Cosa pretendono? Che la Cisalpina avesse già reso milioni e che i membri del Comitato andassero in giro a distribuirli fra il pubblico?—Matteo Cantasirena sorrise, ma con una ruga amara all'angolo della bocca. L'occhio errava inquieto. Quando vide avvicinarsi il Fontanella si alzò di scatto, e gli andò incontro.

—Così?…

L'architetto gli sussurrò all'orecchio: