Quell'ottimo Vigliani, sempre così affaccendato, che inventariava tutto il mondo e che aveva in mano i patrimoni di mezza Milano, sapeva de' suoi pasticci colla banca Kloss?… Ad ogni modo come seccava al duca di doverglielo confessare, lui, direttamente, dandogli l'incarico di provvedere e di regolare quelle scadenze!
Ma pure, appena scritta e spedita la lettera, il Casalbara respirò: il Vigliani avrebbe certo provveduto. E per due giorni non ci pensò più, tornò a grogiolarsi beatamente nell'adorazione di sua moglie…. ma per due giorni soltanto. La risposta sollecita, troppo sollecita, immediata del ragioniere era ben diversa da quella che il duca s'immaginava, e lo aveva sconvolto, messo sossopra.
Oh, quale doloroso e angoscioso risveglio da quel suo dolcissimo e incantevole assopimento!
Il ragioniere parlava chiaro:
"Era già edotto del fido che il signor duca aveva trovato alla banca Kloss, ma non se n'era occupato perchè "non era di sua spettanza il fare osservazioni". La risoluzione di ritirarsi a Bergamo e a Casalbara, già ventilata insieme, avrebbe riparato, come il signor duca sapeva, ai dissesti ben noti nel patrimonio, causati dalle crisi agrarie e da quel po' di eccedenze nelle spese, sempre da lui sommessamente deplorato, nel presentare gli annuali bilanci.
"Anche poco tempo prima dell'avvenuto felicissimo matrimonio, aveva dovuto improvvisamente e perentoriamente, soddisfare una richiesta di venti mila lire. Per definire la "situazione" di fronte al credito della banca Kloss ed anche per chiudere, in omaggio al decoro e alla nobiltà della casa, una pendenza di quel genere, le economie, i progetti già maturati non erano più bastanti: oltre al palazzo di Milano, bisognava forse occuparsi della vendita, e rassegnarsi anche al sacrificio, per quanto doloroso, di Casalbara.
"Era poi assolutamente indispensabile e urgentissimo che il signor duca, per tutte le pratiche necessarie, tornasse subito a Milano."
Il Casalbara si tenne quella spina nel cuore per alcuni giorni;… lottava contro sè stesso, mercanteggiava quasi colla propria coscienza fra la necessità di partire, di tornar subito a Milano, e il desiderio, la bramosìa di prolungare ancora di un altro giorno, di un'altr'ora l'incanto, la voluttà di quella vita.
Il Vigliani mandò un telegramma al signor duca, quasi ingiungendo il ritorno immediato.
…. Bisognava parlare: ma ancora non ebbe il coraggio di parlar per il primo: fu Nora, essa stessa, che l'obbligò a spiegarsi.