Era questo un segnale convenuto: quando Cantasirena, ancora da lontano, vedeva la bandiera alla finestra, faceva di colpo un dietro-front.

Ma Pietro Laner, al quale premeva come agli altri di non lasciar scappare il Direttore, si oppose risolutamente.

—Ed io?…—esclamò con stizza tornando a tirar fuori e a mostrare fra le dita il famoso biglietto da dieci lire.—Ed io?… Come fo colla padrona di casa?

Piuttosto gli sarebbe andato incontro, per avvertirlo di girare di bordo, e intanto lo avrebbe messo alle strette per il matrimonio, per riavere le sue ventimila lire…. e per le due o trecento che gli occorrevano al momento.

—Se vuole, le ha!—pensava il giovanotto.—Se vuole, può far saltar fuori le trecento e poi anche le ventimila!

Era credenza generale che Matteo Cantasirena, per quanto fosse rovinato, avesse la bacchetta magica per far saltar fuori i quattrini.

—Se vuole le ha!—ripeteva Pietro Laner fra sè. Ma lo turbava l'idea di trovarsi da solo a solo col Direttore. Costui avrebbe cominciato a gridare, a strapazzare, oppure a piangere, ed egli sentiva che avrebbe finito col lasciarsi abbindolare o col lasciarsi commuovere.

In casa, alla presenza di Evelina, della Gioconda sarebbe stato più forte….

Se vuole, le ha!—pensava pure il signor Brunetti, che aspettava in anticamera, cominciando a sospettare di essere preso in giro.—Si raccontavano certe farsette inventate da Matteo Cantasirena per burlarsi dei creditori!

—Ah! Ah! ma con lui non c'era da scherzare! Non voleva perderci dieci mila lire e far ridere la gente!—