—Vuoi mangiare qualche cosa?—gli domandò Nora, mettendogli la mano sulla fronte per sentire se scottasse.
—No…. no…. grazie,—risposo prostrato con un senso di commozione.
—Vuoi una tazza di tè?…
—Grazie, cara…. adesso soffro troppo…. Grazie…. più tardi.
Nora notò che al malato dava fastidio anche quella luce è andò a chiudere di nuovo la finestra; la camera rimase ancora tutta buia.
—Sono stata dal ragioniere Vigliani,—disse poi colla voce sicura.—E mi sono convinta che ha il suo tornaconto nell'obbligarci a vendere.
Dal letto rispose appena un gemito fievole.
Vi fu qualche minuto di silenzio; poi Nora ripigliò sempre impassibile:
—Più tardi, quando appunto ritornavo dal Vigliani, ho incontrato il
Kloss, sul Corso, e mi ha detto di salutarti.
Il letto scricchiolò. Il Casalbara, di colpo, si era alzato diritto a sedere.