E continuava a ridere, svestendosi in fretta, buttando di qua, di là, allegramente, i vestiti, le scarpette, le calze…. e ridendo saltò nel letto e continuò a ridere, con fremiti di piacere, allungandosi, rivoltandosi sotto le lenzuola leggere, freschissime.
—Ah! Che gioia! Che gioia!… Che felicità!… Dopo tanto tempo era sola, era sola…. sola finalmente!
V.
Il giorno dopo, alle undici precise, il signor Ambrogio Galli si faceva annunziare alla duchessa di Casalbara. Il procuratore della banca Kloss aveva indossato il vestito nero e messo il cilindro nuovo, che portava soltanto la domenica, quando accompagnava la moglie a messa, a San Carlo, e a colazione al Trenk. Le mani gli penzolavano lungo i fianchi, strette, legate nei guanti color sangue.
Molto volontieri avrebbe fatto a meno di quella visita! Per le sue idee di rivendicazione e di giustizia sociale, non voleva confessare di patire ancora certe debolezze, certe timidezze affatto borghesi. Si sentiva intimidito…. molto impacciato, propriamente e solamente perchè doveva presentarsi a una "duchessa".
Lei, come lei, la signora duchessa, glielo avevano detto, era la figlia, la nipote, una parente qualunque di Matteo Cantasirena. Ma era diventata duchessa di Casalbara…. E il signor Galli ripeteva quel nome, come per abituarsi, allungando lo dita nei guanti color sangue:
—Duchessa di Casalbara!… Mah! Gli uomini,—pensava,—restano sempre quello che sono; le donne, invece sono…. quello che diventano!
Aveva anche sentito che la signora duchessa era bellissima….
—Le avranno detto almeno che sono sordo? Saprà di parlar forte?—borbottava fra sè, con una certa stizza.
Il signor Ambrogio era stato altre volte, per affari, in case aristocratiche, ma era entrato soltanto nello studio dell'amministrazione, aveva parlato soltanto con uomini.