Nora, lo fissava attentamente. Il procuratore non le aveva nemmeno portato i saluti del Kloss, non aveva fatto nessunissimo accenno che potesse riferirsi alle istruzioni ricevute…. Cominciava ad essere inquieta. Il Galli badava soltanto alle sue carte…. e troppo poco a lei. Non faceva nessun accenno, nessuna promessa….

—Che cosa lo aveva mandato a fare il Kloss?

La duchessa ebbe un lampo di collera, gittò la sigaretta, ma poi tornò a calmarsi, a sorridere, e allungando le braccia, congiungendo le mani sulle ginocchia, si chinò, si allungò, si avvicinò verso il signor Ambrogio.

Questi sentì quella vampa calda, quel "suo" odor di bionda e di lilas de Perse, e abbassando gli occhi, le vide attorno al collo, fra i merletti della veste da camera che nel chinarsi le si apriva sul petto, una piccola catenella d'oro che si moveva, si alzava, scendeva, si sprofondava ad ogni respiro, ad ogni movimento.

Nora gli si appressò ancora, per parlargli proprio vicino all'orecchio.

Il signor Galli, che alla vista della catenella d'oro era fuggito via cogli occhi e aveva arrossito, parendogli quasi di aver commesso una colpa, accennò lentamente di no col grosso testone e la guardò, la fissò in volto attentamente, per capir meglio.

—Il signor Kloss,—soggiunse Nora esitando…. arrossendo a sua volta….—il signor Kloss…. non le ha parlato…. particolarmente di mio marito?

L'altro continuò a scrollare il capo, e la guardò più attentamente.

—Sa, nevvero, di certi impegni urgenti…. per provvedere ai quali siamo tornati apposta da Nizza?

—No…. niente, signora duchessa,—-rispose il Galli, maravigliato.