—Dallo zio Matteo?—esclamò Nora, chiamandolo così, nello stordimento dell'angoscia, come non lo aveva più chiamato dacchè era duchessa.

—Sì, appunto.

—Il signor commendatore, suo zio, ha una grande influenza,… può molto sul signor Kloss. Anche ultimamente lo ha costretto, quasi di sorpresa, ad entrare nel Comitato della Cisalpina. Il signor commendatore, suo zio, può esserle molto utile!

—Rivolgermi a quella gente?… Implorare l'aiuto di quella gente per farmi rinnovare le cambiali?—esclamò Nora sdegnata, irritata anche contro il signor Ambrogio.—Ah, no!… questo non lo farò mai!—E gli occhi della giovane donna non erano più supplichevoli, il viso non era più mesto, angosciato, la voce non era più tenera, tremante. Ma nel Galli, era troppa la commozione, la confusione…. Anche quelle parole del gergo commerciale "farmi rinnovare le cambiali" che rivelavano la figliuola dello zio Matteo, avvezza ai Tirolesi, e che avrebbero dovuto togliere gran parte dell'incanto e della poesia alle lacrime della giovane signora, non fecero nessuna impressione, non furono notate dal signor Ambrogio.

Egli capiva solo che il suo consiglio era spiaciuto, e se ne scusava:

—Nel proporle di rivolgersi al signor commendatore…. non credevo di farle dispiacere. Certe volte bisogna saper vincere, dominare il risentimento…. anche un giusto amor proprio, quando…. la necessità è grave e non c'è altro scampo.

—Capirà, per far fronte alla prima scadenza non avrei che da vendere qualche mio bijou!

Il tono, questa volta, era stato troppo iracondo: anche il signor Galli si sentì ferito.

—Tutti così! Tutti eguali!—pensò.—Sempre superbi! Sono rovinati, e ti buttano in faccia le loro ricchezze, il loro fasto!

E, improvvisamente, per la prima volta dacchè era entrato in quel palazzo, per la prima volta dacchè si trovava dinanzi a Nora, si ricordò della moglie, e gli apparve quel suo visino pallido, di malatina delicata.