Dio! Dio! Che dolore!… Anche i suoi gioielli le erano cari, cari, cari… come la sua casa, come tutto!

Che strazio doversene dividere!

Dio! Dio! Com'era infelice!

Che cosa doveva fare? Che cosa poteva fare?—E pensando, pensando e sospirando alzò il capo, e si vide riflessa nel grande specchio che le stava dinanzi e che teneva tutta una parete, fino a terra.

…. Tanti uomini che commettevano pazzie, che si rovinavano per donnacce…. per femmine fruste da caffè chantant, per certi fondi di quinta!

Dov'erano questi uomini?

E tornando a fissare i gioielli scintillanti, si sentiva presa da una rabbia cieca, da un gran dolore, da una gran voglia di piangere… e pianse.

Era sfortunata… troppo sfortunata!

Per essa non era diventato matto altro che suo marito, e quando già era rovinato!

Per gli altri era una donna…. indifferente.