E glielo disse appena potè parlare.

—Bisogna perdonarti tutto per la tua bellezza!… Ti sei fatta ancora più bella! Quel nostro Giovanni può vantarsi di essere il più fortunato dei mortali.

Nora sospirò.

—È geloso forse?—domandò Matteo Cantasirena aggrottando le ciglia.

L'altra alzò le spalle.

—E allora, cosa c'è?—Ho saputo soltanto un momento fa, da quella peste di Evelina, che eri tornata; iersera ti ha veduta in carrozza. Ho lasciato che si sfogasse contro di te, e sono corso qui per abbracciarti. Se il nostro Giovanni si comporta male, se sei infelice, se hai bisogno di me, ricordati che il cuore di tuo zio è sempre quello…. di tuo padre! Ma sai che è splendido questo tuo appartamento?—E si guardava attorno ammirando le sale e i mobili.—Splendido! regale!… Se hai dei dispiaceri parla con me.

Nora vergognandosi di dover confessare i dissesti e i debiti, cominciò ad accusare il ragionier Vigliani di aver abusato della fiducia e della spensieratezza di suo marito.

Matteo Cantasirena sentenziò gravemente:

—Tutti così i ragionieri, gli amministratori! L'aritmetica è la scienza degli imbroglioni.—E andò alla finestra ad ammirare anche il giardino:

—Stupendo!