Ma ad un tratto, si oscurò, e mormorò con gran dolore:

—Ah, povero Numa!

Nel giardino aveva visto passare un gatto.

—Il povero Numa, il mio fido e più sincero amico, è morto! Fu trovato morto, misteriosamente, nel sottoscala. Io credo lo abbia avvelenato Evelina coll'arsenico, per far dispetto alla Gioconda. Sai?… Non si parlano più: siamo giunti a questo estremo!

Ma quando Nora gli disse che il ragionier Vigliani voleva quasi imporre di vendere il palazzo di Milano e la villa di Casalbara, Matteo Cantasirena dimenticò il povero Numa e montò su tutte le furie: si era già abituato a quel bel palazzo, a tutto quel lusso della sua figliuola, come se fosse roba sua.

—Niente! Niente! Non venderemo niente!… Il tuo palazzo di Milano?… dove il duca Eriprando cospirava nel 53 con Piolti De Bianchi? cogli Alamanni? La villa dei Casalbara?… Ma sono monumenti…. monumenti nazionali!…

Poi, rivoltosi a Nora le domandò:

—Dov'è questo Giovanni?

—È a letto…. indisposto.

—Indisposto?…—Lo zio Matteo guardò la nipote fissamente.