—S'è infreddato nel viaggio.

—Palpitazioni di cuore?

—Non credo.

—Allora, meno male. Abbiamo bisogno che il nostro Giovanni stia bene. Mettiamo pure che vi restino sole quindicimila lire di rendita, secondo dice quel Vigliani!… Ebbene, Giovanni potrà percepirne altre venticinquemila…. annue…. e in tutto faranno quaranta: indennizzi e rappresentanza per il Presidente del Consiglio d'amministrazione della Cisalpina, e poi in seguito…. il mio è tuo—tutto tuo.—Colla signora Laner, ho fatto punto, e basta! Abborro gli ingrati…. e amo la bella gente!—Matteo Cantasirena sorrise e non accarezzò più il mento alla "superba Eleonora" ma le baciò la mano colla galanteria del gran secolo.

—Sarà una debolezza, ma sono artista anche nel cuore. Dammi un bacio, bella duchessa cara, e se puoi ottenere dal nostro Giovanni che accetti le mie proposte, siamo a cavallo. La Cisalpina avrà il suo degno e legittimo rappresentante.

Nora lo guardava coi grandi occhi azzurri, fissi, indagatori.

Non era un'altra delle grandi idee e delle solite delusioni dello zio
Cantasirena?… Pure, anche il signor Galli aveva parlato della
Cisalpina… dell'influenza, del potere dello zio Matteo anche sul
Kloss.

L'altro lesse negli occhi e nella mente di Nora tutte le esitanze, i dubbi, i timori.

—Eleonora mia: fra noi due, d'accordo, teniamo il mondo nel nostro pugno. Tu imponi a tuo marito di accettare la presidenza della Cisalpina. Alla vicepresidenza avremo l'attuale presidente provvisorio, il marchese Tolomei, o il conte Bobboli…. La compagnia è ottima. Abbiamo con noi il fior fiore di tutte le aristocrazie, del nome, del censo, dell'ingegno…. anche dell'arte. Lo scultore Gesualdo Arcangeli, un talento di prim'ordine. Vedrai il bronzo che mi ha regalato. Il povero Numa! si muove…. miagola!… È un capolavoro! E con noi, nel Consiglio di amministrazione, abbiamo un altro amico di tuo marito: Francesco Kloss.

Nora trasalì: era proprio vero! Allora si confidò collo zio e gli parlò delle cambiali.