Matteo Cantasirena diventò serio, poi sorrise, la consolò. Per la prima scadenza delle quindicimila lire, momentaneamente, avrebbe provveduto lui: per le altre scadenze c'era tempo. Avrebbe pensato col Fontanella a qualche giro, a qualche operazione di mutuo.

—Ma…. oggi stesso…. vorrei portare in Consiglio l'adesione di tuo marito. Sai che finora egli è sempre stato contrario.

—Non importa, adesso accetterà,—rispose Nora risolutamente.

—Sei sicura? Puoi garantire?

—Sì.—L'occhio di Nora si fece torvo: la piccola ruga della fronte era più profonda.

—Sì.

…. Poco dopo, seguita dallo zio Matteo, essa entrava adagio nella camera del Casalbara: la camera era ancora tutta buia, come il giorno innanzi.

Nora si avvicinò, sola, al letto del malato: Matteo Cantasirena si fermò, non visto, vicino all'uscio.

Il Casalbara, lungo disteso nel letto, soffriva assai: aveva sulla fronte una pezzuola diaccia.

Nora si chinò per guardarlo; colla testa bionda sfiorava quasi la faccia del marito.