Cantasirena raggiunse lentamente il suo caro Giovanni, che stava complimentando il Prefetto, il Sindaco di Primarole, i due segretari particolari di Sua Eccellenza, e monsignor Meneguzzi e Pio Calca e il marchese Duranti e il Fontanella.
Gli altri invitati dovevano arrivare più tardi col tram.
Matteo Cantasirena, a studiarlo bene, non pareva troppo soddisfatto e sicuro di sè. Le sue dita avevano un tremito nervoso mentre si lisciava la barba, mentre ne arricciolava la punta.
Tirato a parte il duca gli domandò piano:
—Il Kloss non è venuto?
—Pare di no.
—Non ha mandato il Galli? Non ha incaricato nessuno di rappresentarlo al banchetto?
—Bisogna domandarlo a mia moglie—rispose acre il Casalbara, e gli voltò le spalle, mettendosi a discorrere col marchese Duranti.
Matteo, istintivamente, guardò subito verso la sua cara figliuola: in mezzo al giardino, sotto il sole, la figura bianca, bionda, elegantissima, vaporosa, spiccava sfolgorando al fianco della piccola Eccellenza, tozza e volgare nell'abito nero.
…. Non era il momento di domandarle del Kloss!…