Sopra lo zio Matteo svanivano le speranze. Prodigo con tutti gli altri, era taccagno con Evelina, perchè istigato contro di lei dalla Gioconda: era taccagno col Laner, perchè quel trentino gli era antipatico, perchè aveva ancora il rodimento delle famose ventimila lire, le sue ventimila lire…. cioè quelle del Casalbara.

Evelina, fatti i suoi calcoli, e non volendo intaccare il capitaletto, aveva risolto, fra sè e sè, di ritirarsi a Crodarossa, e intanto, per rendere la cosa più facile aveva già scritto alle zie, senza dir nulla nemmeno a Pietro, domandando…. "se li volevano a Crodarossa per un mesetto."

"Pietro sta poco bene: ha bisogno di respirare un po' d'aria buona, un po' d'aria nativa. Lo ha consigliato il nostro dottore, il dottor Foresti. Anch'io mi sento debolina e un po' malandata…. Oh, ma per me…. non avrei mai, mai, avuto l'animo bastante d'incomodare le mie zie, di essere di peso alle mie care zie!"

Figurarsi le due vecchierelle!… Che "rebalton" e che "rivoluzion!" E figurarsi il "muso tremendo" di don Giuseppe!…

Ma questa volta la zia Angelica e la zia Rosina non si lasciarono imporre.

La sposa di Pierino, la "nuova padrona" che già era stata la loro angoscia, il loro tormento, quando era appena un'apprensione pel tempo avvenire, quando non era altro che un fantasma lontano, adesso, viva e non più sogno, ma realtà, adesso era un angelo, una "vera perfezion" era amata anch'essa come Pierino, cara come Pierino.

Le due vecchiette vivevano, palpitavano soltanto per l'arrivo degli sposi!… Non pensavano più che agli sposi, non pensavano più nemmeno all'economia!… Minacciavano una carneficina nel pollaio, una "strage" di mele cotogne e in quanto a don Giuseppe…. Don Giuseppe, in questa circostanza si era messo dalla parte del torto proprio da bon.

Se trata del nostro sangue….

Se trata delle nostre viscere….

E la signora Angelica e la signora Rosa finivano in coro, alzando le braccia al cielo:—Jesus Maria!