Guardava anche Sua Eccellenza, lì, dov'era nascosta la rosa e disse piano alla duchessa qualche parola che la fece arrossire nel sorridere.
Pietro Laner, sussultando, lasciò cader la forchetta, voltò la testa, ma s'incontrò negli occhi del Casalbara. Il duca lo guardava serio, attento…. eppure da quegli occhi stanchi, gravi, spirava come un senso di mestizia, di pietà.
In quel punto si udì un gran vociare, un tramestìo di sedie, poi il formidabile: Sst!—Silenzio!—di Gesualdo Arcangeli.
Cominciavano i brindisi; si alzava Matteo Cantasirena.
—Vecchio rivoluzionario impenitente….—e il Cantasirena si rivolse sorridendo verso Sua Eccellenza—metterò un po' di rivoluzione anche nella…. prammatica e il primo brindisi anzichè all'ospite illustre che ci ha onorati di una sua visita…. lo rivolgerò all'ospite—parimenti illustre—che ci ha accolti con tanta spontanea cortesia.
Il duca ebbe un brivido.—Oh, com'era amaro il pane che doveva guadagnarsi a quel modo!
—E non a te solo Giovanni mio,—tonò con nuovo impeto la voce di Matteo.—A te e ad Eriprando di Casalbara è rivolto il caldo saluto del mio cuore. La patria memore, riconoscente, scriverà sulla stessa pagina, nel libro d'oro della sua gloria e dei grandi sacrifici, il nome dell'eroe prigioniero di Josephstadt, e il nome dell'audace, del coraggioso presidente della Navigazione Cisalpina!
Tutti sorsero in piedi, fra lo sbatacchiare delle sedie, applaudendo, gridando evviva.
Il duca Giovanni, alzò il bicchiere colla mano tremante…. ringraziò con un sorriso che gli errava amaro, straziato fra i baffi irti, ringraziò inchinandosi col capo Sua Eccellenza, ringraziò a destra a sinistra della tavola, poi si lasciò ricadere, come accasciato sulla sedia.
—Fa troppo caldo qui…. si soffoca….—mormorò al suo vicino, per scusare quell'abbattimento.