E nella foga, nell'impeto, toccando il bicchiere con quello di Pio
Calca, gli rovesciò addosso tutto lo sciampagna.
Il Casalbara guardava qua e là smarrito, come trasognato: era stanco, affranto dalla fatica, oppresso da quel calore, stordito da quel frastuono. Il poco vino bevuto gli aveva fatto male: era un'impressione cupa, profonda di abbattimento, di scoramento…. era un'ossessione terribile.
Suo fratello!… Sempre suo fratello!… Suo fratello che usciva dalla segreta cupa e buia, suo fratello che si precipitava in mezzo a quel baccanale, in mezzo a quei trafficanti del suo nome, del suo martirio, della sua patria!… Suo fratello che cercava lui solo, che vedeva lui solo, che gli si fermava dinanzi, che lo schiaffeggiava!
…. Silenzio! Silenzio!… Sst!
E il silenzio si fece profondo: toccava a lui a parlare, toccava a lui a rispondere.
Il duca girò attorno l'occhio smarrito. Tutte quelle facce rosse, accese, lo fissavano mute, ansiose, aspettando: toccava a lui a parlare, toccava a lui a rispondere.
Si rivolse al ministro….—Cosa doveva dire?… cosa doveva dire?…
Le parole gli sfuggivano, gli sfuggivan tutte, tutte, tutte!—Dio! Dio!
Dio!… E bisognava rispondere, bisognava parlare!
—Eccellenza…. Amici….—borbottò.
Dio, Dio, che vuoto nella sua testa e che silenzio in quella sala!… Cercò la parola, la parola che gli mancava, che gli sfuggiva sempre…. la cercò in quei visi…. Sua moglie lo incitò a parlare con un moto impercettibile di dispetto e di collera…. Cantasirena con un atto di maraviglia,—glielo aveva detto, bastava ringraziare,—e suo fratello là, in fondo, che gli gridava:—Parla, parla, parla, fantoccio, buffone, guadagna il tuo pane!
—Eccellenza…. Amici…. Io vi ringrazio…. confuso da tanta bontà…. Io vi ringrazio commosso…. da…. da….—sentì un ronzìo nelle orecchie, tutte quelle facce gli giravano davanti…. gli si annebbiò la vista….—Da tanta bontà….—balbettò ancora, poi si lasciò cadere sulla seggiola e scoppiò in lacrime.