Pio Calca, brillo davvero, tutto rosso, tutto lustro, tutto molle, voleva la duchessa, chiamava la duchessa, colla voce stridula, rotta, straziata dalle risa convulse che finivano in pianto.
—Che ambizione!… Che deputazione!… Che doveri del partito!…
Lei!… Lei!… Ma dov'è andata quella… quella donna!…
—Vergogna! Vergogna!—bisbigliava il monsignore con forza, sul viso di Pio Calca, per farlo tacere.—Vergogna!—La moglie altrui!… Dirò tutto alla mamma!
—E anch'io dirò—a mia mader—dov'è l'anello…. il sacro anello…. del prelato!…—e cogli occhi inumiditi e lustri, coll'aria svenevole, e ingarbugliando, strascicando le parole, continuava a ripetere, serio, ostinato:
—E sia pure la moglie altrui!… Io voglio…. la moglie altrui!
Ma nel mentre tutti gli altri aspettavano la duchessa e la cercavano nelle sale, o sul terrazzo, o in giardino, Evelina si era spinta più lontano, non per cercarla, ma per accertarsi che c'era. E senza farsi scorgere s'innoltrò lungo il viale cupo, finchè intravide di lontano nel piccolo boschetto, l'abito bianco di Nora…. E anche Pietro era là….
Allora, chetamente, essa ritornò in giardino, salì sul terrazzo e a quanti le domandavano della duchessa Eleonora rispondeva d'averla lasciata di sopra col dottor Foresti, presso il duca un po' indisposto.
E girando le sale, fece intanto le sue piccole provviste di sigarette per sè, e anche di sigari per suo marito. Si riempì la borsetta di dolci…. Poi vedendo sulla scrivania di Nora una boccettina di Lavender salts col turacciolo d'argento, la prese per sè: soffriva tanto l'emicrania!…
Portò tutta quella roba in camera sua, poi ridiscese a insaccarne dell'altra.
A Nora, il caldo, le grida, lo sciampagna avevano dato alla testa: le era balenata l'idea, come un lampo, che Pietro doveva essere in giardino ad aspettarla, e uscì di colpo.