—Nora! Nora! Hai capito?…—gli gridò Nora più forte, sulla faccia.
—Parli piano! Più sotto voce, per amor del cielo!
—Nora! Nora! Chiamami Nora, perchè…. perchè…. non voglio essere che Nora, voglio tornare la…. la Nora…. la Nori!… Sì! Sì!—e accesa in viso, cogli occhi stralunati, ridendo con un riso strano, convulso, e puntandosi l'indice alla fronte, ripeteva colla voce rauca:—Perchè io…. perchè io sono Nora! La tua Nori…. la Nori dei tuoi baci, dei nostri baci…. Dammene ancora…. ancora…. ancora….—Poi scoppiò in un'altra risata strana, squillante.
—Per Dio!—esclamò il Laner, scotendola forte, battendo i piedi per imporsi, per richiamarla in sè.—Cosa fai! Pensa a ciò che fai!… È pieno di gente….
—Ti amo, Pietro!… Ti amo, Pietro!
—Dio! Dio!—gemeva il Laner fuori di sè, e per farla tacere le chiudeva la bocca colla mano, ma Nora gliela baciava con tanti piccoli baci furiosi, bramosi, rapidamente, continuamente.
D'un tratto, si fermò, si curvò, tese l'orecchio….
—Senti,—mormorò sotto voce.—Senti, senti, senti….—e tenendosi con un braccio al collo del Laner, coll'altro proteso, indicò la villa.
—Qualcuno?!—domandò Pietro dando un balzo.
—Senti…. Senti….