—Trenta lire?… Ma questa signora Faré è sull'orlo del fallimento, se ha bisogno di trenta lire! Ma io devo pagarne trentamila, centomila delle lire, e ho diritto di non essere seccato, molestato per simili pezzenterie! Gioconda! Ma Gioconda!—gridò più forte,—perchè mi lasci venire fra i piedi tutta questa gentaglia? Passate al giornale! Andate dal Bizzarelli! Andate dal mio amministratore! Via!

E il fattorino corse via davvero, senza farselo dire due volte.

Cantasirena, sbuffando, teneva una mano sul pancione ansante, come per rimetterlo in calma, e coll'altra, preso un fazzoletto, si asciugava il sudore.

—Seccatori insistenti! Morti di fame!—Poi avvicinandosi, ancora colla voce rotta, oppressa, chiamò il tappezziere:—Sono con lei…. signor Vergani….—ma quando fu sull'uscio si fermò d'un tratto per raccomandare al Brunetti di non andarsene.—Sentirete! Una grande idea!… Aspettatemi nello studio!

—Non vado via, no!—rispose l'altro di malumore, quasi con minaccia.

Ma oramai anche il Brunetti non era più quello di prima. Erano tutti più quieti, più calmi. Il bel faccione aperto, geniale, simpatico, la sicurezza di Cantasirena, la sua alterezza, le sue espansioni, le sue minacce, le sue collere, avevano ottenuto il solito effetto.

Tutti credevano di trovarlo avvilito, disfatto, supplichevole, e invece non si era mostrato dolente altro che per la morte del capitano Fara-Bon; e un uomo che si dispera per un amico morto, non può essere lui stesso in extremis!—Ma che! Matteo Cantasirena era sempre vivo, sempre forte! Aveva troppo talento! Conosceva i segreti di troppa gente!

E anche quei pacchi e pacchetti e cartocci di ghiottonerie, contribuivano pure a tranquillare gli animi, sebbene ognuno fosse sicuro che li aveva presi senza pagare. Tutta quella roba l'avrebbe mangiata il Direttore, ma faceva bene e riconfortava anche i suoi creditori.

E poi, il viaggio a Roma?…

Anche il tappezziere che gli aveva venduto il mobilio della camera da letto e aspettava da un anno senza aver visto il becco d'un quattrino, avrebbe aspettato, diamine! il suo ritorno da Roma. Anzi, si scusò per il tarlo che qua e là cominciava a farsi vedere.