E appena Pietro la vide, ancora da lontano, svanirono, come per incanto, tutte le inquietudini, tutti i timori, i dubbi pazzi, fantastici! Vedendola appena, ancora da lontano, vedendola avvicinarsi diritta, tutta bianca sotto l'ombrellino rosso, col passo ritmico e sicuro, mollemente, elegantemente ondulando, svanivano le cupe immagini e lo invadeva tutto, e gli saliva dal cuore al cervello, gli saliva giubilante, festante, l'amore!

Lentamente, cercando sempre di nascondersi perchè nessuno della villa lo potesse scorgere, le andò incontro.

Essa gli accennò graziosamente del capo, e gli sorrise: quando gli fu dinanzi, ferma, sempre diritta, gli sorrise nello stendergli la piccola mano, senza guanto, profumata e fresca come un fiore, come molti fiori: e la manina non tremava, stringeva forte…. Nora non arrossiva: continuava a sorridere fissandolo, fissandolo bene negli occhi, arditamente.

Fu Pietro Laner, invece, che arrossì, sotto quello sguardo lucente, fisso, evocatore…. e abbassò il capo.

Quando tornò a guardarla, essa lo fissava ancora: non gli disse niente: gli mandò un bacio, stringendo e allungando le labbra.

Pietro lo sentì, con un brivido di piacere.

—Oh, Nori….—e disse tutto non dicendo altro che questo:—Oh, Nori.

—Ti ho fatto aspettare, non è vero?—gli domandò la duchessa colla bella voce limpida e scolpita.—Ti ho fatto aspettare! Ma se tu sapessi quell'uomo! Dio, com'è noioso! noioso! noioso! Sono passata un momento, a vedere come stava. Sai che ieri sera si è sentito malissimo? Tutta notte le palpitazioni di cuore! Quando poi è ammalato e ha paura, diventa ancora più noioso…. e più insistente. Voleva alzarsi per scendere con me in giardino! Figurati! Ho fatto due occhi al dottor Foresti! Lo terrà in letto fino all'ora di pranzo!—Stamattina! Pensa!… Aveva scelto bene la mattina per seccarmi!

E Nora sorrise ancora, ma adesso cogli occhi sfavillanti, colle nari dilatate, colla bocca rossa e umida, sulla quale pareva fremere il desiderio, dalla quale pareva prorompere la gioventù, la salute, l'amore.

—Appena ho potuto—esclamò con un'alzata di spalle—ho piantato quel noioso col dottor Foresti e con Evelina!