—Era tutta una falsità quell'uomo: il suo eroismo, come la sua ricchezza: era un vecchio spiantato e un vecchio ridicolo! Come l'aveva ingannata!…
Pietro! Oh, Pietro! Pietro! Dio come lo amava!…
Perdevano la testa tutti e due: Nora non aveva più alcun ritegno.
—Suo marito? Che le importava di suo marito? Sapesse tutto: scoprisse tutto, peggio per lui! Non l'aveva ingannata, tradita, rovinata? Suo marito adesso era il solo colpevole anche in faccia ai diritti del suo cuore. Non era stata lei ad abbandonare il Laner; era stato il "vecchio" che l'aveva sedotta, che l'aveva portata via al suo Pietro!
La brava gente, i contadini, cominciavano a mormorare…. e a ridere. La selvetta dell'Ercole, la Madonna del Sole, l'albergo della Corona bianca, a Castellanzo, dove la duchessa e il Laner si recavano spesso a colazione, eccitavano la fantasia di tutti i novellieri rustici e sboccati del paese.
E Pietro?… Pietro amava.
Era imprudente, pazzo, colpevole: amava.
Il passato, come l'avvenire non esistevano per lui: viveva soltanto per il presente. Nora, i suoi baci, il suo amore, la sua bellezza….
E dopo? Al dopo non pensava: amava troppo per poterci pensare!
E in quella sua felicità immensa e orgogliosa dell'amore e del possesso, si sentiva buono, si sentiva forte, si sentiva generoso: era lui che doveva perdonare a tutta quella gente…. e perdonava.