Ma sfuggiva Evelina. Perchè? Non per il rimorso,—anche lei aveva troppo a farsi perdonare—ma perchè essa lo turbava, non si lasciava capire.
Era buona, sincera, o falsa?
Perchè taceva? Perchè tollerava? Perchè non era più gelosa, invidiosa?
Perchè aveva tante premure per il duca? Perchè era tanto servile con
Nora? Perchè restava lì, perchè sopportava tutto, perchè si faceva
mantenere?…
Pietro, lui, alcune volte, aveva pure il coraggio di cercare, di fissare l'occhio di sua moglie, ma quell'occhio gli sfuggiva! Perchè?… Perchè sua moglie restava lì…. a farsi mantenere da Eleonora?… E lui pure, perchè restava lì, a farsi mantenere dal duca?…
Pietro aveva paura di Nora quando il suo viso si alterava e appariva contraffatto…. aveva paura di quella piccola ruga fonda e cattiva. Ecco il perchè.
Matteo Cantasirena continuava intanto a tempestare Evelina e il dottor Foresti di lettere e di telegrammi; la preoccupazione più grave, più angosciosa del Segretario Generale era sempre la stessa: era che il Presidente scoprisse la "gazzarra indecente" che dilagava contro di lui, contro la Cisalpina. Ove appena il duca, il senatore Giovanni di Casalbara, avesse letto uno di quegli articoli, avesse intravisto in qual "baratro di imbrogli e di immondezze" veniva trascinato il suo nome, avrebbe certo trovato la forza di sconfessarli tutti, di rinnegarli tutti, di dimettersi senz'altro e la ribellione del duca avrebbe segnato il principio della fine.
Un giorno, finalmente, Matteo capitò egli stesso a Casalbara, accigliato, imbronciato, ma parlò soltanto con Nora, chiuso in camera con lei, in gran segreto.
—È venuto il giorno che non doveva venir mai se il mondo non fosse tutto una genìa volgare…. plebea d'ingrati, di traditori! Quel melenso del Vergani! Quell'asino del Bizzarelli!… Persino quell'eterno spiantato rompiscatole del Brunetti!… Tutta gente creata da me! messa al mondo da me! sfamata da me! Tutta gente che io stesso ho voluto nel Comitato! E adesso mi si rivoltan contro! Egoisti!… Pezzenti!… Traditori!
Nora fissava lo zio Matteo, attonita.
—Ma io?… Cosa c'entro io?…