—Quando scadevano le cambiali del Kloss, come le hai pagate?… Coi denari miei, procurati da me. Io, io ti ho dato in varie riprese centosettantamila lire! Venticinquemila stipendio di tuo marito: siamo in regola—quarantamila seconda ipoteca sul palazzo di Milano e sui fondi di Casalbara—siamo in regola. Il rimanente, centocinque mila lire, bisogna che tu me le procuri fra una settimana, più presto che puoi: per l'assemblea degli azionisti. È imminente!

—Io?… Come?—esclamò Nora colpita.

—Colla guerra che ci fa il Kloss, quel boemo nefando, non è più possibile far ballar delle cifre dinanzi agli azionisti. Urge provvedere, riparare, rifondere Bisogna tener in piedi la baracca oppure è un precipizio generale.

—E io devo trovare centocinquemila lire? Ma dove? Ma come? Devo trovarle in una settimana?

—Più presto, più presto che puoi!—replicò aspro Matteo.

Ma come fo? Come fo?… Come posso fare?—balbettava Nora tremante, convulsa.—Come posso fare?…

Matteo Cantasirena si strinse nello spalle, soffiò: poi di colpo pestò un piede per terra furiosamente.

—Per Dio!… Pensaci! Io ci ho pensato per la mia parte! Il Fontanella ha pensato per la sua. E anche tu devi pagare i tuoi debiti! E presto! Io devo ritornare sul momento a Primarole, smascherare, oppormi, sbaragliare quegli ingrati, quelle canaglie, quei sicari della Cisalpina, sicari prezzolati, raggirati, ipnotizzati dal Kloss, da quel boemo…. purulento! Tu cerca, vendi, trova: è l'ora di metter giudizio, di finirla colle…. menestrellate, e di pagare i debiti!

Nora afferrò lo zio Matteo per un braccio, fissandolo.

L'altro rispose un po' scosso da quello sguardo: