—Lo sapevi…. ti avevo detto che era stato il giro di uno dei capitali fluttuanti…. della Cisalpina.

Nora continuò a stringergli il braccio e a fissarlo; poi gli bisbigliò sul viso, sordamente, cogli occhi torti, la bocca torta, le ciglia aggrottate:

—Per farmi fare a tuo modo mi hai assicurato che bastava pagare gli interessi….

—Lo credevo…. lo speravo!

—Per indurmi a fare a tuo modo,—continuava l'altra diventando livida, ancor più contraffatta, più minacciosa,—per trascinarmi nelle tue mene, per poter sfruttare mio marito, il suo nome, il suo titolo, il suo onore, perchè io ti servissi ciecamente, stupidamente, anima e corpo, mi hai sempre ingannata! Hai mentito con me. Sei stato falso, ipocrita, bugiardo, e credi ora di venir qui ad importi, a spaventarmi, quasi ad aggredirmi in casa mia? Ti ho mai cercato io?… Sei stato tu a venirmi fra i piedi, a offrirmi i tuoi servizi, i tuoi denari, le tue fanfaronate!… Ad avvilirmi, a violentarmi nella mia anima, nel mio cuore, nelle mie rivolte!—E Nora, spinto lontano lo zio Matteo, camminò su e giù per la stanza furibonda, fremente di collera, poi a un tratto sembrò calmarsi:—Ti devo centocinquemila lire? Sta bene: quando le avrò, te le darò; cosa c'entro io colla Cisalpina?

Matteo levò le braccia al cielo…. barcollò…. poi si buttò sopra un canapè dimenandosi, torcendosi, gemendo:

—La mia figliuola!… Anche la mia figliuola!… Il mio unico affetto…. superstite!… La rovina è completa…; povero il mio Fara-Bon…. hai fatto bene a morire…. Crolla la Cisalpina! Crolla la famiglia! Crolla la patria! Anche il fallimento…. l'ultimo fallimento!… Il fallimento del cuore!…—E scoppiò in lacrime continuando a dimenarsi, a rivoltarsi, mugolando sopra i cuscini del canapè.

Nora non lo guardò nemmeno; gli rispose brutalmente:

—Se non potevi…. non dovevi darmelo quel denaro.

—Ma, spensierata figliuola, tu ti sei pure compromessa in questa…. operazione! E come mi sono compromesso io e quel buon Fontanella!… Tu pure…. hai firmato…. ha firmato tuo marito….