E il signor Galli aveva pur sentito a raccontare, sebbene alterata nella sua tragica fine, la storia di quella povera ragazza che subito dopo, pazza d'orrore, si era buttata dalla finestra.
Sano, forte, operoso, il signor Galli era sempre stato casto, com'era sempre stato onesto. I vizi del signor Kloss e della gente come il signor Kloss, erano per lui un mistero…. un mistero attorno al quale indagava adesso per la prima volta, inorridendo, rabbrividendo.
—Che cosa aveva fatto a quella povera ragazza perchè, subito dopo, pazza d'orrore si buttasse dalla finestra?…—E inorridendo, rabbrividendo, correva col pensiero alla signora duchessa, la nuova vittima designata, e questo pensiero era per lui un'oppressione, un orgasmo, un'ossessione…. Vedeva gli occhi languidi e dolci della giovane signora, atterriti e pieni di lacrime… udiva quella sua voce così armoniosa e tenera nella preghiera e soave nel lamento…. la udiva rotta, soffocata dalla sghignazzata triviale, dalla parola turpe, oscena, prepotente del Kloss.
Il treno preso da Nora era un diretto e arrivava allora, in orario.
Il signor Galli, dietro il cancello, si alzò sulla punta dei piedi, per scoprire la signora duchessa tra la folla dei viaggiatori. La folla ingrossò in un attimo…. poi in un attimo diradò: il signor Ambrogio tornò ad alzarsi sulla punta dei piedi, ad allungare il collo.
—Non c'è?… Non è arrivata?
Ad un tratto chinò gli occhi.
Non l'aveva altro che intravista: non aveva veduto che i capelli biondi sotto un gran velo grigio, e il luccichio dei grossi brillanti alle orecchie: nient'altro.
—Eccola!—aveva detto tra sè.
Nora si avanzò lentamente, diritta, sicura: appena vide il signor
Ambrogio gli sorrise, ma poi diventò triste.