Il signor Galli corse a toglierle di mano la piccola borsa.
—Sola? signora duchessa?
—Ho telegrafato a Teodoro,—era il portiere.—-Sua moglie, la Vittorina, mi farà da cameriera. E poi bisognerà bene che mi abitui anche a farne senza.
Il signor Ambrogio aveva indovinato quello che Nora aveva detto, senza aver inteso bene.
—Cos'era accaduto di nuovo?… Ah, povera signora! Nora entrò in un brum, con un piccolo salto leggero, grazioso, mentre il fruscìo delle vesti, delle sottane di seta, pareva uno stormir di fronde e un batter d'ali: in fretta si restrinse nel posto, guardando il signor Galli, aspettando che salisse. Ma il signor Galli, non pareva risolversi.
—Venga dunque…. faccia presto!
—Io potrei… andare a piedi.
—Ma che! Faccia presto.
Il signor Ambrogio salì battendo col cilindro nella carrozza, poi si curvò, si abbassò, entrò, respirando con fatica, colle mani che gli tremavano leggermente.
Il brum era già tutto pieno del profumo di Nora, del suo odore di bionda e di lilas de Perse.