Il signor Ambrogio non le era mai stato tanto vicino… Si ritirava, si restringeva intimidito, non gli riusciva di parlare.
Subito, appena passata la barriera, essa cominciò a raccontargli, rapidamente, concitatamente, a voce alta per essere intesa dal signor Galli che era sordo, in mezzo al frastuono della vettura, ciò che le succedeva.
Matteo Cantasirena l'aveva ingannata, le aveva fatto firmare delle carte ch'essa non sapeva nemmeno cosa volessero dire, e adesso doveva pagare subito, sul momento, centocinquemila lire o era rovinata, disonorata.
Suo marito non sapeva niente, e poi non poteva far niente e poi era ammalato.—La rovina!… Ma pazienza ancora la rovina!… Era lo scandalo!… Il disonore!…
—Quanto?—gli domandò il signor Galli che non aveva inteso bene la cifra.
—Centocinquemila lire!—gli ripetè Nora, avvicinandosi, sfiorandogli l'orecchio, nel trabalzo del brum, colle sue labbra, col soffio dell'alito caldo.
—Centocinque…. mila!…—balbettò l'altro, colla voce grossa, soffocata.
—La Cisalpina è sul punto di fallire; non so in che modo, non ho capito nemmeno come tutto ciò sia avvenuto, ma certo per la guerra atroce che le ha fatto il Kloss!… E se non mi riesce di pagare subito, se non trovo la somma occorrente, sarò travolta anch'io in quel disastro, in quegli scandali!…—E avvicinandosi ancora, voltandosi, per fissare proprio negli occhi del signor Galli que' suoi grandi occhi atterriti e imploranti pietà, che luccicavano nel buio della carrozza più dei suoi grossi brillanti, mormorò:
—È il Kloss! Ancora lui!… Si vendica! Si vendica!…—e scoppiò in lacrime.
—Coraggio, signora….—balbettò il signor Galli, il cui respiro si fece più affannoso, e il tremito delle mani più forte.—Si calmi, buona signora….