La signora Galli amava suo marito di un affetto che era adorazione, devozione; il suo rispetto era profondo, com'era profonda e nobile la sua riconoscenza: quell'uomo che l'aveva sposata colpevole, che aveva dato un nome al suo bambino, quell'uomo giusto, onesto, grande, generoso, era per lei come un Dio impeccabile. E per questo senso di rispetto, la signora Galli era timida con suo marito. Quella sera non era punto tranquilla dopo la risposta avuta, ma non osò ripetere la domanda. Soltanto, quando vide che egli stava per allontanarsi, gli porse la fronte, per ricevere il solito bacio che le dava tutte le sere colla buona notte.
Il signor Galli non avvertì quell'atto, non udì la voce affettuosa, il saluto della moglie…. si avviò nella sua stanza, sempre assorto, fissando la fiamma del lume.
Quando passò dinanzi al letto, il bimbo addormentato si agitò, si voltò, stese le piccole braccia; anche nel sonno il bambino era abituato a ricevere quel grosso bacio paterno pieno d'amore, ch'era una protezione e una benedizione.
Il signor Galli entrò in camera sua…. ma non si ricordò del bambino.
Corse in fretta la mamma a baciarlo e ricoprirlo, poi ansiosa rimase in ascolto vicino all'uscio: suo marito non si moveva, non si svestiva ancora: essa non udì che un sospiro lungo, profondo.
Il signor Galli…. pensava alla duchessa. Pensava quanto era stato imprudente, colpevole verso di lei…. pensava rabbrividendo che forse era stato lui a darla nelle mani del Kloss!…
—Questo mai! Questo mai!… Non sarà mai!
Tutta notte fu un orgasmo, un'oppressione.
Non gli era più possibile immaginare la duchessa sola. E la vedeva viva, scolpita…. come gli era apparsa alla stazione…. poi quando si era levato il cappellino…. poi il foulard…. e poi diritta, appoggiata all'uscio, disfatta dal dolore, dalle lacrime, dalla stanchezza…. E vedeva il Kloss, nel suo studio, buttato sul suo sofà che ghignava.
La mattina si alzò prestissimo; attraversò l'altra camera in punta di piedi…. si fermò un istante, ascoltò il respiro di sua moglie, e quello del bambino. Uscì senza svegliarli, e andò difilato al caffè Carini, dove il signor Gatti si recava sempre la mattina presto, prima di aprir bottega, a bere il caffè.