Era troppo presto; dovette aspettare più di un'ora: ma poi l'orefice venne. Il Galli gli lasciò prendere il suo caffè, poi gli raccomandò il segreto e gli disse di che cosa si trattava.
Conclusero che l'orefice sarebbe andato dalla duchessa di Casalbara quella mattina stessa, prima di mezzogiorno.
Il signor Galli gli fece un biglietto di presentazione, tirò in lungo un'oretta, poi si recò ad avvertire la duchessa. Era presto, forse; se dormiva ancora sarebbe ritornato.
La Vittorina gli disse che la signora duchessa era ancora a letto, ma che aveva dato ordine di farlo passare.
Il signor Ambrogio si sentì serrar la gola: seguì la Vittorina inciampando nei tappeti. Quando fu nello spogliatoio e vide ancora buttati sulle seggiole i vestiti, la camicetta che Nora indossava la sera innanzi, si fermò risoluto.
—Tornerò,—disse alla Vittorina.
—Venga, venga, signor Galli!
Era la duchessa che lo chiamava.
Ma il signor Galli non si mosse.
La Vittorina teneva aperto l'uscio e sorrideva….